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Pakistan e terrorismo, Cameron rivendica il suo discorso: occorre parlare con franchezza
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Pakistan e terrorismo, Cameron rivendica il suo discorso: occorre parlare con franchezza


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Parlerò sempre con franchezza": David Cameron difende senza esitazioni il suo discorso sul terrorismo fatto ad Islamabad, in cui ha accusato "esponenti dello stato pakistano di essere responsabili dell'esportazione del terrorismo nel mondo". L'affermazione non è piaciuta affatto in Pakistan, ma il premier ha detto che gli amici si parlano con franchezza, e che lui non ha accusato il governo pakistano, e dunque non ha offeso gli amici. Oggi Cameron è a Delhi per il suo secondo ed ultimo giorno di visita in India, ed ha spiegato: "Ho parlato di persone all'interno del Pakistan", non di governanti pakistani. Anche se le frasi che hanno più irritato Islamabad sono state quelle relative proprio al Paese, invitato a smetterla di guardare da due partiti, "tollerando il terrorismo mentre chiede di essere rispettato come democrazia". Ieri per esempio - sul sito del Guardian - è intervenuto l'Alto commissario del Pakistan in India, ed ha accusato Cameron di recar danno alla pace regionale e di aver considerato veriterie le rivelazioni sull'Afghanistan diffuse all'inizio della settimana da Wikileaks, che accusavano l'ISI, il servizio segreto pakistano, di incoraggiare e sostenere i taleban. L'Alto Commissario Wajid Shamsul Hasan scriveva sul quotidiano britannico: "Ci si sarebbe aspettata dal primo ministro britannico una maggiore considerazione dell'enorme ruolo che il Pakistan ha avuto nella lotta al terrorismo dall'11 settembre. Cameron aveva affermato, riferendosi al Pakistan: "It is not right to have any relationship with groups that are promoting terror. Democratic states that want to be part of the developed world cannot do that. The message to Pakistan from the US and from the UK is very clear on that point.". Il governo aveva risposto con un portavoce: "There is no question of Pakistan looking the other way. I think the prime minister was referring to these reports, which are unverifiable and outdated. If we start drawing inferences from these self-serving reports, then obviously we are distracting ourselves." I pakistani contestano che i dati diffusi da Wikileaks sono "fabbricati al 90 per cento dalla intelligence afghana", e dunque inattendibili. Lo ha detto in particolare un senatore, tra i leader del partito islamista Jamaat-e-Islami, Khurshid Ahmad.

scritto da: Paolo Martini (08/09/2010)

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